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Dopo aver sospeso le pubblicazioni per alcune settimane, utili a riordinare le idee e fare il punto della situazione, Lumete è pronta a tornare sul blog più attiva di prima.
In questi mesi non siamo certo rimasti con le mani in mano: la ricerca sulle web application continua con rigore, mentre si è consolidata anche quest’anno la collaborazione con Humarker per il Programma Alternanza Scuola-Lavoro, che vede protagoniste le classi 3^A dell’Istituto “Carlo Emilio Gadda” di Fornovo e la 4^A dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma.
Con i ragazzi del Gadda si è iniziato un nuovo percorso approfondendo i linguaggi HTML, CSS e JavaScript: gli studenti svilupperanno il gioco del tris e, dopo Natale, proveranno a creare in completa autonomia la propria applicazione.
Il tris viene proposto ai ragazzi in modo ormai consolidato: si tratta infatti di un software semplice con molti spunti per lo sviluppo. Esso sarà anche protagonista del lavoro al Leonardo da Vinci: riprendendo il percorso iniziato con gli studenti lo scorso anno, verrà implementata un’applicazione software che consentirà loro di giocare il tris in modalità multiplayer.
Quest’anno si è anche deciso di collaborare con alcuni ragazzi del quinto anno del Gadda per lo sviluppo di un progetto basato sui social network.

Pensate sia tutto? Dato che in Lumete non si è soddisfatti se non si lavora a 360°, è stato deciso di rendere disponibile, per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della programmazione, un corso aperto a tutti sugli algoritmi. Le lezioni, indicate sia per chi conosce già la materia che, soprattutto, per i neofiti, saranno fruibili ogni 15 giorni sul blog, a partire dalla prossima settimana.

Si preannuncia un periodo intenso e ricco di attività: stay tuned!

Le figure necessarie per lo sviluppo di una web application

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Lo sviluppo di un’applicazione web richiede competenze differenti: è per questo che quando si lavora in tale ambito sono 3 le figure protagoniste nella realizzazione del prodotto finale.
La prima è uno sviluppatore “lato client”, ovvero colui che si occupa di progettare e sviluppare l’interfaccia grafica dal punto di vista dell’utilizzatore finale. Basata sui linguaggi HTML5, CSS3 e JavaScript, l’interfaccia deve risultare chiara e facilmente comprensibile, così da garantire la massima usabilità per l’utente esterno.
La seconda figura in gioco è quella dello sviluppatore “lato server”, ovvero colui che mette in campo le proprie competenze per progettare le logiche del server, ossia le logiche vere e proprie che permetteranno il funzionamento dell’applicazione. Per fare un esempio, restando in ambiente Microsoft, i linguaggi impiegati in questa fase possono essere VB.net o C-sharp (c#).
La terza ed ultima figura necessaria per sviluppare una web application è quella del sistemista, dato che, come si è detto, è necessario che l’applicazione risieda su un server. Esso dev’essere disponibile, possibilmente funzionante e in buona parte ottimizzato per rispondere ai requisiti dell’applicazione stessa. Molto spesso è proprio il sistemista ad essere la chiave per avere una web application di successo.

Quando scegliere una web application

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Dopo aver chiarito i vantaggi e gli svantaggi che hanno web e desktop application, oggi cercheremo di rispondere alla domanda: “Quando è consigliabile scegliere un’applicazione web?”, che a sua volta sottende il quesito “Quando è consigliabile scegliere un’applicazione desktop?”. In entrambi i casi ci riferiamo a software che necessitano di una logica di programma e di un’interfaccia grafica che permetta l’interazione dell’utente (sono dunque escluse applicazioni batch, interamente mobile o altri casi specifici).
Nel nostro scenario di riferimento, il primo fattore di scelta, nonché quello fondamentale, è il target di utilizzo del programma applicativo. Spieghiamoci meglio: se devo sviluppare un’applicazione destinata ad uso interno dell’azienda, dove chi lavora con la app sono i dipendenti che usufruiscono sempre della propria postazione fissa (sia essa un pc Windows, Linux o Mac) solo nell’orario di ufficio, non ci sarà un grande vantaggio nello scegliere una web application perché vengono meno gli elementi che la caratterizzano – cioè l’accesso ovunque, in ogni momento e da qualsiasi dispositivo – e dunque il gap di costo e di tempo non viene coperto; in questo caso è più ragionevole optare per una desktop application, sviluppata per il sistema operativo specifico che l’azienda utilizza.

Invece, se l’applicazione in questione, anche ad uso interno dell’azienda, dev’essere fruita dagli agenti del reparto marketing e vendita, risulterà più comoda se accessibile da tablet e da smartphone dato che, presumibilmente, gli impiegati si troveranno spesso nelle varie sedi dei clienti. Così potranno ad esempio controllare in tempo reale i prezzi dei prodotti e i listini sconto, nonché fare ordinazioni istantanee piuttosto che preventivi.
L’applicazione deve quindi essere raggiungibile ovunque e in ogni momento. In questo caso vale la pena investire in una web application perché, anche se ha effettivamente dei costi di sviluppo un po’ più alti, il suo utilizzo risulta molto più semplice ed efficace. E’ importante sottolineare che anche con un’applicazione desktop si potrebbero raggiungere i risultati di una web application, ma il suo adattamento risulterebbe troppo complesso e laborioso per giustificarne l’utilizzo.
Per questo articolo ci fermiamo all’analisi svolta; nel tempo torneremo sicuramente sull’argomento affrontando anche situazioni più tecniche.

Il sottile confine tra web application e web site

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Dopo aver visto le differenze tra applicazioni desktop e web, proviamo a fare un confronto tra le ultime e i siti internet. Questo perché potrebbe nascere un po’ di confusione dato che sia le web application che i web site sono strumenti basati su logiche client/server, con il rischio di sembrare la stessa cosa: vi è una macchina di riferimento che ospita l’applicazione e gli utenti ne usufruiscono collegandosi tramite il loro browser.
Tuttavia, se nella pratica dei fatti è corretto confondersi in quanto, utilizzando la stessa tecnologia, una web application può coincidere con un sito web, è buona norma separarli quando ci si riferisce al loro ambito di utilizzo.

Il sito web è pensato per fornire delle informazioni all’utente: non vi è interazione ed il visitatore risulta nella maggior parte dei casi del tutto passivo. Ad esempio, il sito di un ristorante può fornire gli orari di apertura e il menù disponibile, ma l’unica cosa che chi visita la pagina può fare è prendere atto delle nozioni in essa contenute. Una web application è invece caratterizzata da una grandissima interazione con l’utente, che tramite essa è in grado di lavorare in autonomia (si pensi ancora una volta ai servizi forniti da Google: si possono creare documenti, mandare mail, scrivere e quant’altro).
Tuttavia esistono siti borderline che presentano anche elementi di dialogo: riprendendo l’esempio del portale del ristorante, potrebbe esserci la possibilità di prenotare un tavolo ed eventualmente scegliere la tipologia di menù che si preferisce. In questi casi è facile fare confusione, ma non si sbaglia indicando queste componenti come web application, proprio perché caratterizzate dal ruolo attivo dell’utente.

Applicazioni web vs desktop: la scelta di Lumete (pt.2)

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Dopo aver visto in cosa differiscono applicazioni web e desktop, cerchiamo di fare un passo in più.
Dal punto di vista storico, le web application hanno impiegato più tempo a prendere piede a causa della difficoltà tecnologica che sottendono: come abbiamo detto, c’è la necessità di avere un server che metta a disposizione il programma dell’applicazione, e le interfacce grafiche devono essere sviluppate, nella loro forma più comune, con la tecnologia HTML. Questo, fino a qualche anno fa, era parecchio limitativo poiché l’HTML era molto più arretrato rispetto all’equivalente desktop. Per questo, se negli anni Novanta si poteva già costruire una finestra di Windows in maniera relativamente semplice e veloce, capace di gestire un numero elevato di input, per sviluppare la stessa cosa in ambito web ci sarebbe voluto molto più tempo ed i risultati sarebbero stati visibilmente più scadenti.
Con il passare degli anni, però, gli strumenti che permettono di realizzare interfacce grafiche web sono migliorati, arrivando ad essere quasi equivalenti agli altri. Non c’è più una grande differenza dal punto di vista grafico tra lo sviluppo di una web application (quindi strumenti HTML e dintorni) e applicazioni native (con Winform, WPF, o programmi per altri sistemi operativi).

Oggi la tendenza è di utilizzare sempre più le applicazioni web proprio perché necessitano solo di un browser per navigare su Internet – ed eventualmente dei dati di accesso all’applicazione. Non c’è bisogno di installarla, né di aggiornarla: a differenza delle applicazioni desktop, è chi fornisce il sistema web che si preoccupa di tenerlo aggiornato in maniera trasparente all’utilizzatore.
Inoltre non si è vincolati al dispositivo fisico su cui è presente l’applicazione: se si sta lavorando, si può riprendere il documento su qualsiasi device. Questo per le desktop application non è possibile: l’applicazione dovrebbe essere installata su tutti i dispositivi e ci sono limiti fisici di utilizzo determinati dal sistema operativo in uso (si pensi ai problemi di compatibilità).

Date queste considerazioni iniziali sulle applicazioni web e desktop, Lumete ha deciso di puntare sulle prime per fornire ai clienti una soluzione semplice e soprattutto utilizzabile ovunque, senza però dover rinunciare alla qualità che offrono le applicazioni desktop. L’impegno di Lumete è dunque quello di portare lo sviluppo delle web application agli stessi livelli di quello delle desktop application, così da poterne enfatizzare i punti di forza con il massimo risultato.

 

Approfondimenti: Applicazioni web

Applicazioni web vs desktop: la scelta di Lumete (pt.1)

Difficoltà tecnica:
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In questa prima parte analizzeremo le differenze che ci sono tra una classica applicazione desktop e un’applicazione web.

Le desktop application nascono per lavorare direttamente con il sistema operativo: ne utilizzano il disco, l’interfaccia grafica e, di fatto, tutte le altre risorse. Un esempio di questo tipo di applicazioni sono le Winform o le nuove applicazioni WPF come Microsoft Word, uno dei programmi del pacchetto Office di Microsoft. Lo stesso ragionamento vale ovviamente per tutti i sistemi operativi. Altri esempi di applicazioni possono essere i giochi virtuali che si acquistano in negozio: un dvd ne permette l’installazione sul pc e l’utilizzo delle risorse della macchina.

Le web application si basano invece sul paradigma client/server: un server mette a disposizione un programma che si può utilizzare tramite un client, cioè per mezzo del browser, un software gratuito che permette di navigare su Internet, o di uno strumento equivalente. Non c’è bisogno di installare nulla sul pc né di avere una piattaforma specifica: tutti i sistemi operativi normalmente utilizzati hanno un browser, compresi i dispositivi mobile.
Gli esempi classici di web application sono i programmi di Google, come Gmail che, a differenza di Microsoft Outlook, Thunderbird o programmi simili, non necessita di essere installata e configurata sul sistema operativo.
Stanno proliferando anche i videogiochi forniti come web application: qui basta iscriversi e si può iniziare l’avventura. Un esempio è OGame – Gioco ambientato nello spazio, pioniere di questa filosofia.

Esistono poi dei programmi disponibili in entrambe le versioni. Ecco un esempio per spiegarci meglio: Microsoft ha sviluppato il pacchetto Office, di cui Word è il programma probabilmente più conosciuto insieme ad Excel. Negli ultimi anni sono state sviluppate le versioni web di queste applicazioni: hanno più o meno le stesse caratteristiche, ma sono differenziate dal fatto che, mentre la versione desktop va installata sul proprio computer, per utilizzare la versione web basta accedere al sito con le credenziali che Microsoft mette a disposizione, e se si ha la licenza si può utilizzare il programma direttamente dal browser.
Questo ci fa capire che in realtà le funzionalità che si possono esprimere con un’applicazione desktop sono le stesse che si possono esprimere con un’applicazione web.

 
Approfondimenti: Applicazioni web

Dalla Scuola-Lavoro alla gamification. Protagonista? L’ITIS Parma

Il progetto Alternanza Scuola–Lavoro è una metodologia didattica che permette a studenti e studentesse che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di avvicendare periodi di studio a momenti di lavoro. In questo modo i ragazzi possono acquisire competenze sul campo ed approcciarsi in modo più stimolante al mondo che li aspetterà una volta terminata la scuola.
È in questo contesto che Lumete e Humarker hanno collaborato con i giovani della 3B informatica dell’Istituto “Leonardo Da Vinci” di Parma. Durante una serie di incontri svoltisi in aula tra aprile e maggio 2016, la classe ha potuto approfondire il linguaggio HTML5, cimentandosi nella programmazione e nello sviluppo di pagine web. In particolare, visto l’interesse delle aziende per la gamification, una pratica che cerca di coinvolgere le persone nelle attività quotidiane attraverso il gioco aumentandone così la partecipazione, i ragazzi dell’ITIS hanno sviluppato un Tris contenente intelligenza artificiale per poter giocare contro il computer. Si tratta di una forma basica, ma sicuramente è un modo interessante per avvicinarsi a questa realtà che senza dubbio presenta rilevanti potenzialità.

Il discorso è stato poi approfondito con tre studenti che hanno fatto di questa esperienza il trampolino di lancio per uno stage che li ha impegnati due settimane nel mese di giugno. Utilizzando le opere presenti nella Galleria Nazionale di Parma, i giovani hanno sviluppato un gioco di carte che ha come protagonisti i dipinti del museo, con le varie caratteristiche che fanno vincere un quadro piuttosto che un altro.
Il progetto verrà portato avanti anche il prossimo anno: speriamo che sia un’esperienza utile e soprattutto stimolante per chi sceglierà di mettersi in gioco (in tutti i sensi) insieme a noi.

I ragazzi del Gadda tra arte, gamification e soddisfazione

Il 2016 si è aperto con una sfida interessante: quattro ragazzi dell’Istituto Tecnico “Carlo Emilio Gadda” di Fornovo (PR) si sono messi in gioco collaborando con Humarker e Lumete per approfondire il concetto di gamification proposto dalle due aziende. Incuriositi dall’idea di sviluppare un’applicazione Android in collaborazione con la Galleria Nazionale di Parma, i giovani, tutti di quinta informatica, si sono fatti avanti cogliendo l’occasione per impostare anche la loro tesina di maturità.
Divisi in coppie si sono concentrati su due progetti paralleli: i primi hanno creato un gioco a quiz con domande a risposta multipla, mentre i secondi, focalizzandosi più sugli aspetti visivi, hanno curato tre passatempi diversi: una rivisitazione del “gioco del quindici”, un puzzle ed un “trova le differenze”. Scopo comune di tutti i progetti è avvicinare i giovani alla cultura e, in particolare, alle opere presenti nella Galleria Nazionale. Infatti i ragazzi hanno visitato il museo scegliendo i loro dipinti preferiti, utilizzati poi per realizzare effettivamente le applicazioni.

La gamification, la possibilità di imparare giocando, è una realtà molto vicina ai giovani che, abituati ad avere sempre il cellulare in mano, in questo modo possono unire l’utile al dilettevole, imparando qualcosa di concreto mentre utilizzano il proprio device preferito.
I quattro ragazzi protagonisti dell’iniziativa sono rimasti molto contenti dell’esperienza: hanno capito cosa significa lavorare in gruppo, quali sono i tempi reali di sviluppo di applicazioni di questo genere e si sono trovati in un clima favorevole e stimolante. Ma soprattutto hanno provato la soddisfazione di veder funzionare qualcosa frutto quasi esclusivamente del loro lavoro. Nel mentre, come succede sempre in ambienti che ne danno la possibilità, hanno anche imparato ad utilizzare linguaggi come JavaScript o JQuery.

La collaborazione tra scuola e aziende ha dato in questo caso ottimi risultati, ed ha dimostrato che, se c’è volontà da entrambe le parti, queste esperienze possono essere davvero formative, piacevoli ed innovative.
L’iniziativa è già stata confermata per il prossimo anno, quando i ragazzi di terza superiore entreranno in contatto con Lumete e Humarker tramite il programma Alternanza Scuola-Lavoro, mentre gli alunni di quinta approfondiranno con le aziende le tecniche di programmazione.

ICT- HUMARKER E LUMETE INVESTONO SUI GIOVANI DEL GADDA

Il dialogo tra scuola e impresa è possibile e se c’è disponibilità ed entusiasmo può dar vita a progetti che stimolano le capacità migliori. Così è avvenuto tra l’istituto tecnico Gadda di Fornovo e le aziende Humarker e Lumete, realtà parmigiane dell’Ict attive nell’applicazione delle tecnologie digitali al mondo della cultura e del turismo. Partendo da un primo contatto all’interno del tavolo di lavoro sui fabbisogni formativi in ambito ICT, presieduto dall’Unione Parmense degli Industriali, e dopo alcuni incontri per capire come far convergere le diverse esigenze, nelle scorse settimane ha preso il via un progetto che fino a fine maggio coinvolgerà due coppie di ragazzi della classe quinta informatica in team con alcuni professori della scuola e i tutor aziendali. In previsione dell’esame di maturità, i quattro studenti saranno impegnati a sviluppare per le due aziende alcuni moduli di un software per “mobile”, già creato da Humarker, che sfrutta il gioco per far conoscere alle giovani generazioni il patrimonio artistico e culturale del territorio.  E’ decisamente innovativa anche la modalità con cui le due squadre di ragazzi, le aziende e la scuola lavoreranno; è stato creato infatti un ambiente virtuale condiviso ad accesso riservato per consentire ai ragazzi di lavorare durante le ore scolastiche e da casa, attraverso il telelavoro.