E’ arrivato OCIO, Il Visore Made in Italy personalizzabile e portatile

E’ arrivato OCIO, Il Visore Made in Italy personalizzabile e portatile

Siamo orgogliosi di presentarvi Ocio: il visore di cartone progettato e prodotto interamente in Italia. Lumete ha contribuito alla realizzazione di questo progetto sin dall’inizio e vi suggeriamo di dare un’occhiata al sito web per sapere di più sul nuovo visore tutto Italiano! La marcia in più? Ocio è personalizzabile e portatile. Crea il tuo Ocio e porta sempre con te il visore per la realtà aumentata (AR) e virtuale (VR) che ti immergerà in nuovi mondi, tutti da scoprire.
Ben arrivato, Ocio!

I ruoli su WordPress

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Dopo aver capito che è importante aggiornare WordPress non solo per le funzionalità ma, soprattutto, per una questione di sicurezza, sorge spontanea la domanda: chi deve eseguire l’upgrade? E in quale modalità? Si entra in questo modo nell’ambito dei ruoli che la piattaforma mette a disposizione. Si possono dividere gli utenti che utilizzano il software in tre macro categorie: l’amministratore del sito (quindi colui che ha accesso a tutte le sue funzionalità), gli autori (coloro che aggiornano le notizie pubblicando nuovi articoli e tengono monitorate le varie pagine – si parla dunque di autori veri e propri, di editori, di collaboratori, ecc.), ed infine gli utilizzatori (cioè i visitatori che si recano sul dominio per accedere alle informazioni che vi vengono pubblicate).

Di questi è l’amministratore che deve occuparsi dell’aggiornamento di WordPress, e dovrebbe essere l’unica persona in grado di farlo. E’ dunque importante profilare correttamente tutti gli utenti che accedono all’installazione del programma e dare ad ognuno gli accessi sufficienti per svolgere i propri compiti, onde evitare possibili problemi. Un editore, ad esempio, dovrebbe avere abilitata solo la funzione di pubblicazione dei nuovi articoli, mentre un utente che ha il compito di controllare il sito dovrebbe poterlo fare in modalità di sola lettura. L’amministratore, invece, è in grado di fare tutto ed è l’unico ad avere questa possibilità.

 

Una volta chiarita la figura che ha il compito di eseguire l’upgrade del programma, vediamo brevemente in quale modalità può farlo: l’amministratore deve preoccuparsi di aggiornare WordPress in un momento opportuno, quando il sistema non è utilizzato dagli altri utenti (meglio dunque evitare le giornate lavorative durante le quali gli autori pubblicano i materiali). Inoltre è necessario verificare che la nuova versione non interrompa il corretto funzionamento del sito, e che quindi sia compatibile con i plugin e le configurazioni utilizzate. Queste verifiche si possono fare in diversi modi, magari esplorabili più dettagliatamente in un’occasione futura (ad esempio ci si può dotare di un’installazione di backup su un’altra macchina in modo che eventuali incompatibilità non danneggino il sito irreparabilmente).

Gli aggiornamenti di WordPress

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WordPress è una piattaforma in continua evoluzione: sviluppatori di tutto il mondo mettono a punto periodicamente nuove versioni del programma per migliorarne le funzionalità e l’utilizzo.

Ma è importante tenere aggiornato il software? Decisamente sì, ed è per questo che andrebbe fatto ogni volta che se ne presenta la possibilità. Ovviamente non è necessario applicare l’aggiornamento non appena esso viene reso disponibile, ma è comunque importante farlo in tempi sufficientemente brevi (ad esempio entro 15 giorni). In questo periodo si può verificare che la nuova versione sia compatibile con tutti i plugin e con il tema che si sta utilizzando, anche questi da aggiornare con cadenza preferibilmente settimanale.

 

Le caratteristiche del programma difficilmente variano in maniera apprezzabile da una versione all’altra: l’aggiornamento va eseguito soprattutto per motivi di sicurezza. Ogni volta che viene rilasciato un nuovo upgrade, infatti, si identificano e risolvono i bug per quella versione. Alcuni di questi errori di funzionamento, purtroppo, creano dei problemi di sicurezza che possono essere utilizzati dai malintenzionati che vogliono compiere azioni malevole tramite il sito o il blog (ad esempio ci può essere un reindirizzamento verso altre piattaforme, si può trasformare il software in un sistema di invio di mail massive, si può creare del codice che punta verso altri siti, ecc.).

Tutto questo comporta normalmente la chiusura della piattaforma da parte di chi ne detiene il dominio, fino a che non viene sistemato il problema. In linea generale, le versioni molto vecchie di WordPress sono particolarmente soggette ad attacchi malevoli che vanno solitamente a buon fine per chi decide di sfruttare i siti altrui.

Per questo motivo tenersi aggiornati ed eseguire l’upgrade del proprio sistema potrebbe risolvere alla radice molte complicazioni.

Lezione 1 – Il primo caso

 

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Prima di dare la definizione di algoritmo cerchiamo di capire in cosa potrebbe esserci utile. Partiamo da questo esempio:

Sono in autostrada e voglio che l’automobile su cui sono si fermi.

La risposta che viene spontaneo dare è ovviamente quella di usare il pedale del freno. Ma è davvero sempre la risposta corretta? No, non lo è sempre, infatti, anche parlando in generale, usare il pedale del freno non sempre ci permette di fermare l’automobile. Quando questo non avviene? Quando, per esempio, l’automobile che stiamo guidando è già ferma!

Nel caso in esame potrei essere semplicemente fermo in sosta nella piazzola di un autogrill e, in questo caso, per fermare l’automobile semplicemente non devo fare niente in quanto è già ferma. Può sembrare che si sta volutamente cercando il “pelo nell’uovo” ma non è assolutamente così. Il problema che ci è stato posto non specificava l’attuale velocità dell’automobile e di conseguenza se la risposta che abbiamo dato è quella di usare il pedale del freno abbiamo inconsciamente supposto che la macchina si stesse muovendo.

Questa supposizione, va chiarito, è ragionevole, di fatto normalmente non viene chiesto cosa bisogna fare per fermare un’automobile già ferma. Ma la supposizione che sia in movimento rende la soluzione fornita meno completa poichè restringe il campo delle possibilità introducendo un’ipotesi iniziale particolare.

A fronte della consapevolezza che non è fornita la velocità dell’automobile, la risposta potrebbe diventare: se l’automobile si sta muovendo allora utilizzo il pedale del freno, altrimenti non faccio niente in quanto sono già fermo. Abbiamo raggiunto quindi una risposta corretta? No, in generale non abbiamo ancora raggiunto una risposta corretta perché di fatto il quesito ci sta informando che noi siamo sull’automobile, ma non sta informando su quante persone sono a bordo dell’automobile e tanto meno ci sta informando sul fatto che stiamo guidando.

Nulla vieta che siamo seduti sul sedile del passeggero e che quindi se vogliamo fermare l’automobile dobbiamo chiedere al pilota di farlo. Anche la seconda soluzione è basata su una supposizione, ovvero quella che si sta guidando, ma come per quanto detto sopra è solo una supposizione dato che il testo della domanda non lo specifica chiaramente.

La nuova risposta che possiamo dare diventa ora: se la macchina è ferma non faccio niente, se invece si sta muovendo e sto guidando allora devo usare il pedale del freno, mentre, se non sto guidando, devo chiedere al pilota di utilizzare il pedale del freno.

Sono sicuro che il concetto a questo punto sia passato! La risposta è corretta e definitiva? In generale non lo è… le variabili che possiamo associare all’arresto di un automobile sono molteplici e di certo non le abbiamo ancora valutate tutte.

Dobbiamo valutarle tutte al fine di dare una risposta? Ovviamente no, se così fosse decidere come fermare la propria automobile richiederebbe parecchio tempo, forse troppo (dipende dal motivo per cui abbiamo deciso di fermarci). Ma se non dobbiamo valutarle tutte, allora quante dobbiamo valutarne? Questa è realmente la risposta più difficile da dare in questo corso e, a parte casi particolari che vedremo già dalla prossima lezione, dipende da quanto dobbiamo essere precisi nel dare la risposta stessa.

Come esercizio è utile in questa prima fase porsi dei problemi e trovarne la soluzione prestando attenzione ai passaggi. Un buon esercizio è quello di porsi un problema per cui riusciamo a trovare una soluzione che non necessita di nessuna supposizione per essere valida. Ne esistono davvero tanti e la prossima volta ne analizzeremo uno.